mercoledì 8 ottobre 2008

YANKEES GO HOME



Tutti si preoccupano di cosa può succedere. Le banche non si fidano più delle banche. Tra di loro non si prestano più soldi. Il veleno introdotto nel sistema finanziario mondiale dai titoli tossici made in USA sta producendo i suoi effetti.



Nessuno al mondo sa dire quanta sia la quantità di veleno americano e dove si trovi. La SEC, la FED, il Governo di Bush, il ministro del Tesoro Paulson dov’erano in questi anni? Mentre la loro nazione baluardo di libertà esportava cannoni e CDO e subprime, titoli su debiti inesigibili. Lo sapevano questi bastardi che erano inesigibili.



Una merda introdotta nei fondi e nei derivati che produrrà decine di milioni di disoccupati, di senza tetto, di risparmiatori disperati. Il debito pubblico americano è il più alto del pianeta, gli Stati Uniti consumano un terzo delle risorse della Terra, ma sono solo 300 milioni su 6,7 miliardi. Per rimanere in piedi devono controllare l’economia mondiale con la finanza e con le armi. Gli Stati Uniti spendono 560 miliardi di dollari OGNI ANNO per gli armamenti, per le centinaia di basi militari sparse per il mondo, dal Giappone, a Cuba, a Vicenza. La seconda nazione per spese militari è la Gran Bretagna con 59 miliardi di dollari, quasi un decimo, e la Russia di Putin segue con 35.

Fonte: Plan B 3.0, Lester Brown

Il mondo paga la tenuta del dollaro, i 560 miliardi di dollari in armamenti. Gli Stati Uniti, di fronte a questo disastro finanziario, dovrebbero fare come la Germania nazista sconfitta e costretta a pagare i debiti di guerra e corrispondere i debiti di PACE alle nazioni che ha messo in ginocchio.

Tra Saddam e Bush chi ha fatto più danni? Più morti? Il primo è stato impiccato dal secondo che, nel frattempo ha impiccato anche l’economia mondiale. Da chi è stato eletto Bush? Dalla finanza americana, dalla National Rifle Association, l’organizzazione che promuove l’industria delle armi, dai petrolieri. Nel 1989 è caduto il muro di Berlino, nell’ottobre 2008 è caduto il muro di Wall Street insieme al delirio di una globalizzazione governata da chi ci guadagnava sopra. L’URSS non esiste più. Gli Stati Uniti, per adesso, ci sono ancora e ci spiegano l’economia, la finanza, la libertà. Ci occupano per proteggerci, fanno fallire le nostre banche, le nostre borse. Yankees Go Home, con le vostre armi, le vostre atomiche, la vostra finanza creativa.

Non credo che le banche falliranno, ma non è questo il vero pericolo. Tra pochi mesi il crollo della finanza si trasferirà nell’economia reale, nella produzione. In primavera nessuno penserà più al titolo delle azioni o al conto corrente, ma al posto di lavoro, ad arrivare alla fine del mese.

Post precedenti:
- Golden Shit, 5 agosto 2007
- 2008 -1929, 13 marzo 2008
- Fannie e Feddie, 16 luglio 2008

fonte: www.beppegrillo.it

martedì 7 ottobre 2008

L’INTESA

REPORT - RAI TRE
In onda domenica 12 ottobre alle 21.30
Il 1° dicembre 2006 il governo Prodi, in carica da maggio, decide la cessione del controllo di Alitalia. L'azienda è in vendita ai privati e chi vuole deve comprarsi dal 30 al 49% di Alitalia. Il titolo vola in borsa e circolano i primi nomi. AF/Klm, già candidata ad un'alleanza, sta meditando. Potrebbe arrivare Lufthansa e spunta anche l'ipotesi di una cordata italiana.
Cominciano le trattative e si arriva all'esclusiva con Air France. Jean Cyrill Spinetta tratta con l'azienda e coi sindacati. Intanto cade il governo Prodi e, in campagna elettorale, Silvio Berlusconi dice che quella ad Air France è una svendita e propone una cordata italiana.
Il 2 aprile Spinetta abbandona il tavolo di trattativa con i sindacati. Dice che le condizioni poste sono inaccettabili.
Silvio Berlusconi vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio. Il nuovo governo incarica Banca Intesa di fare un piano, e vengono varati alcuni decreti per andare in deroga alle leggi.
A Luglio nasce il "Progetto Fenice", ovvero la nuova partnership con Airone.


A fine Agosto Alitalia è commissariata. La nuova cordata si chiama Cai. Si salva Alitalia, ma soprattutto Air One. Chi sono i soci, gli amministratori, i valutatori. Cronologia dei fatti dal prestito ponte fino ad oggi, per capire se per l’interesse nazionale era l’unico affare possibile.


venerdì 3 ottobre 2008

Referendum on line per Dal Molin

ATOMICA ALLA FRONTIERA
Ordigni nucleari a Ghedi Torre e a Aviano





Referendum del blog www.beppegrillo.it
sulla nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza




È lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l'avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell'area aeroportuale "Dal Molin" - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l'integrità ambientale del sito?





Chi vota SI non vuole la nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza.
Chi vota NO vuole la nuova base militare DAL MOLIN a Vicenza.

La democrazia in Italia è “un auspicio irrealizzabile”.
Il referendum sulla nuova base americana a Vicenza nell’area Dal Molin, indetto dal sindaco Variati per il 5 Ottobre e approvato dal Tar del Veneto è stato bocciato dal Consiglio di Stato. La motivazione addotta contro il referendum sostiene che non occorrono sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del Comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale.
"E’ un auspicio irrealizzabile”.
Meglio usare l’area Dal Molin per realizzare la più grande base militare americana in Europa. Se ci sarà una guerra contro gli Stati Uniti il primo fronte sarà quello vicentino.
La risposta del Consiglio di Stato è insieme ingenua e illuminante. Ingenua quando nega ai cittadini il diritto di aumentare il patrimonio del Comune. Ingenua quando separa il patrimonio comunale da quello personale dei cittadini. Illuminante nel negare la libertà di espressione perché sa che la maggioranza dei vicentini NON vuole basi militari di una potenza straniera. Illuminante nel perseguire la politica della dittatura che ci strangola, un po’ alla volta, come un pitone.
Non possiamo scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento, tra i quali ci sono, è bene ripeterlo, 18 condannati in via definitiva. Non potremo in futuro neppure sceglierli in Europa. Le 350.000 firme per la legge popolare per un Parlamento Pulito sono state ignorate dalla politica insieme a quelle per un referendum per una libera informazione. Le firme per una nuova legge elettorale sono servite solo a pulirsi il culo. Morfeo Napolitano ha indetto le elezioni politiche con la legge porcata invece di dare la parola agli italiani.
Ora, con Vicenza, andiamo oltre. Si toglie al cittadino il diritto di parola dopo il diritto alla rappresentanza. Non può neppure dire un si o un no. Il tutto nel silenzio del Parlamento. Topo Gigio Veltroni, D’Alema e Fassino hanno lasciato solo Variati, del loro stesso partito, che ha deciso di tenere comunque il referendum domenica prossima davanti alle scuole. Il commissario di Governo Paolo Costa, nominato da Prodi ha detto, ineffabile: “Il referendum è una consultazione inutile. Gli americani verranno solo a riposarsi”. La Lega di “Padroni a casa nostra” ama i 90 ordigni nucleari americani di Ghedi Torre e di Aviano e vuole 1,100,1000 bombardieri a stelle e strisce in Padania. La vice presidente dei deputati della Lega, Manuela Dal Lago, ha dichiarato: “La consultazione è inutile avendo per oggetto un “auspicio irrealizzabile”. Galan, presidente della Regione occupata dagli americani, ha sottolineato: “Il Veneto del no è un Veneto minoritario, perdente e sfortunato”.
E’ da vedere caro Galan, è da vedere chi è minoritario e sfortunato.Bush è in uscita e lo psiconano non dura per sempre.
Il 5 ottobre io sarò a Vicenza e con il blog lancio un referendum on line per Dal Molin.
Votate e diffondete il referendum per Dal Molin sui vostri blog per un “auspicio realizzabile”.

fonte: www.beppegrillo.it

ITALIANI "BRUTTA" GENTE

clicca sulla seguente immagine per vedere la puntata
Italiani “brutta” gente è il titolo della puntata di Annozero in onda Giovedì 2 ottobre alle 21.05. Fino ad oggi abbiamo assistito alle proteste per i problemi creati dall’immigrazione. Per la prima volta siamo di fronte ad una vera e propria rivolta da parte di una seconda generazione di immigrati, ragazzi che sono e si sentono italiani, e rivendicano i loro diritti e la loro identità. Sandro Ruotolo in collegamento da Castel Volturno ha raccontato la strage ad opera dei casalesi e la Soweto casertana che si ribella. In studio Michele Santoro ha ospitato il sindaco di Verona Flavio Tosi, Gad Lerner e Daniela Santanchè che si sono confrontati con i ragazzi di Milano che sono scesi in piazza dopo l’omicidio di Abdul, il ragazzo ucciso per un pacco di biscotti.

giovedì 2 ottobre 2008

Catania: premio al clientelismo

ex-Sindaco di Catania: Umberto Scapagnini
clicca sulla foto

Il prestito a Catania e' un premio al clientelismo e agli sprechi. Il comune di Catania e' un buco nero, ha debiti per un miliardo di euro, pari quasi a quelli di Alitalia. Una voragine dovuta ad uno scandaloso saccheggio delle risorse pubbliche.

In questa situazione devastata, al posto di attivare le procedure previste dal Testo Unico per gli Enti Locali, il Cipe ha erogato un prestito di 140 milioni di euro a fondo perduto. Abbiamo presentato un ordine del giorno per impegnare il governo affinche' il prestito diventi rimborsabile in tempi brevi e per attivare, d'intesa con la Regione, le procedure previste per gli enti locali in stato di dissesto.

La Corte dei Conti ha denunciato piu' volte le gravi responsabilita' degli amministratori e dell'ex sindaco Scapagnini, al centro anche di indagini della magistratura, ed ha rivelato un quadro di clientelismo disastroso: un dipendente comunale ogni 72 abitanti. E' intollerabile che una situazione del genere sia sostenuta dal centrodestra con ulteriore sperpero di denaro pubblico.

Con questo prestito si premia il comune piu' sprecone d'Italia e si incentiva il clientelismo. E' l'antitesi dei principi del federalismo che a parole tutti dicono di voler realizzare.

La bancarotta dei Comuni

La finanza creativa


Il Comune di Catania è fallito, i conti in rosso sono almeno 300 milioni di euro, forse più di 800. Il medico dello psiconano Scapagnini invece di un benservito ha ricevuto un regalo, infatti “Il comitato interministeriale per la programmazione economica ha disposto uno stanziamento di 140 milioni per far fronte all’emergenza finanziaria dell’Ente”. Catania non è un caso isolato. Nel 2007 c’è stato il buco di Taranto con 316 milioni di euro. Pochi mesi fa la Ragioneria generale dello Stato ha trovato una voragine di 10.709 milioni di euro nel bilancio del Comune di Roma. I Comuni spendono i soldi che non hanno. E falliscono. In questi casi dovrebbe fallire il sindaco insieme al consiglio comunale. La differenza dovrebbero metterla loro, non noi, non le casse dello Stato.
I Comuni, per fare soldi, si sono messi a fare le banche e a speculare sui derivati. I derivati secondo Wikipedia sono: “Titoli il cui valore è basato sul valore di mercato di altri beni che possono essere utilizzati per copertura di un rischio (hedging), utilizzando un derivato con effetto opposto all'operazione che si vuole coprire (ad esempio, una opzione put può coprire il rischio di un acquisto long di uno strumento finanziario)”.
Non avete capito nulla? I sindaci neppure, per questo i Comuni falliscono.I derivati consentono di avere una liquidità immediata sui possibili utili. Per esempio, se si investe 100, si può incassare subito 150 (capitale più utili ipotetici). Le banche che propongono i derivati ricevono comunque le loro commissioni, spesso di qualche milione di euro, e sono esenti da ogni rischio. Se il derivato perde, il Comune perde tutto e deve restituire i soldi. Di solito la scadenza del contratto per i derivati è successiva la fine del proprio mandato. In sostanza, i debiti li paga il successore. I rischi da derivati per Comuni, Province e Regioni è di 10 miliardi di euro.
In testa alla classifica dei Comuni alla Deriva, c’è Milano con una esposizione di 300 milioni di euro in derivati. La risposta della Moratti non si è fatta attendere. Il prossimo 16 ottobre il consiglio comunale valuterà se “intraprendere azioni legali contro le banche che hanno convinto il Comune di Milano a sottoscrivere diversi contratti derivati”. Quindi, UBS, Deutsche Bank, JP Morgan e Depfa.
In sostanza accusa le banche di circonvenzione di incapace.
Una tesi vincente. Infatti, qualunque giudice, di fronte a un sindaco che ha investito i soldi dei cittadini in derivati, lo farebbe rinchiudere.

mercoledì 1 ottobre 2008

Sei anche tu un intercettato?




Telecom Italia ti ha intercettato? Da oggi puoi saperlo anche tu.Il blog ti mette a disposizione un motore di ricerca.

Il possibile intercettato, con il semplice inserimento del suo nome e cognome, saprà se è presente nel documento della Procura della Repubblica di Milano di 371 pagine depositato il 14 luglio 2008. Un'informazione di garanzia nel procedimento penale nei confronti di 34 persone, tra cui Ghioni, Mancini e Tavaroli e di due aziende: Telecom Italia e Pirelli, ma non dei loro amministratori (?). L'intercettato saprà in quali pagine del documento della Procura è citato e potrà accedere al documento.

Gli spiati sono circa 5000, una media cittadina di provincia, e appartengono a tutti i ceti sociali. Banchieri, giornalisti, manager, calciatori. Nell'elenco compaiono anche ministeri e comandi dei Carabinieri. Gli intercettatori non guardavano in faccia a nessuno, se c'era da intercettare si intercettava. Ma non prendevano ordini, non avevano capi. Usavano Telecom come un taxi senza neppure pagare la corsa.

Tronchetti e Buora non sapevano, non potevano, non volevano. Però incassavano stipendi faraonici, bonus e stock option.Il motore può servire a controllare se il vostro vicino di casa è stato intercettato, o vostra moglie, o vostro marito. Potete scoprire un mucchio di cose. Se qualcuno è stato intercettato e non lo sa, potete inviargli una mail con i suoi dati.

I miei legali mi dicono che chi è stato intercettato può fare causa a Telecom Italia. Un calcolo prudente del rimborso che gli intercettati potrebbero richiedere con una class action è di due miliardi di euro. Se fossi Franco Bernabè procederei di ufficio, prima di una possibile causa, con una lettera di scuse a nome dell'azienda a tutti gli intercettati e con un risarcimento.

fonte: www.beppegrillo.it

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