venerdì 2 maggio 2008

Berlusconi come Robin Hood?

Sciatteria preventiva

IL VIDEO DI STRISCIA LA NOTIZIA


L’agenzia di stampa Adnkronos ha diffuso questa “notizia”.

CASSAZIONE: DIEDE DEL ‘SERVO’ AD EMILIO FEDE,
OSCURATO IL SITO DI RICCA

FU ASSOLTO PER IL ‘BUFFONE’ A BERLUSCONI
MA STAVOLTA C’E’ DIFFAMAZIONE

Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - Diede del ’servo’ ad Emilio Fede, per questo la Cassazione ha disposto l’oscuramento del sito di Piero Ricca, il giovane di Milano che fu gia’ assolto dalla Suprema Corte per aver dato del ‘buffone’ a Silvio Berlusconi. In quel caso i supremi giudici ritengono che Ricca non avesse fatto altro che esercitare il ‘’diritto di critica'’, ma questa volta l’aver dato del servo al direttore del Tg4 sia sul sito web che sulla home page di you tube costituisce diffamazione. Di qui il sequestro preventivo del sito e della home page.
Se domani la leggete su qualche giornale, tenete conto che è falsa.Relativamente alla vicenda giudiziaria con Emilio Fede, la verità è questa.
Fede mi querela a Roma per diffamazione. Chiede e ottiene il sequestro preventivo del video e di un post. La guardia di finanza va oltre e mi chiude l’accesso al blog. Reagisco e si scopre che è un abuso: il blog viene sbloccato con tante scuse, mentre gli inquirenti scoprono di non essere in grado di eliminare il video da youtube. La mia difesa, a luglio, chiede alla Cassazione il dissequestro anche di quel singolo, innocuo post di presentazione del video. Ma la Cassazione respinge il ricorso.
L’iter giudiziario è fermo qui. Alla querela. Non c’è stata nemmeno l’udienza preliminare. Un po’ presto, sembra, per dire o far intendere che la Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione.
Dove nasce la falsa notizia pubblicata oggi dall’Adnkronos? Tralasciando l’ipotesi della malafede, forse dal fatto che un cronista è incappato nelle motivazioni con le quali la Cassazione ha respinto quel ricorso tecnico. E non è riuscito a capire quel che leggeva o gli veniva riferito. Anzi, ha creduto di capire che ero stato condannato definitivamente per diffamazione con oscuramento del blog. E l’ha scritto, diffamandomi.

Si chiama sciatteria. Ed è peggio del servilismo.

Post scriptum
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giovedì 1 maggio 2008

I RE DI ROMA

In onda Domenica 04 Maggio ore 21.30 - REPORT - Rai Tre

Lo scorso febbraio, il consiglio comunale di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore. Le previsioni parlano di nuovi edifici per 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 11-15 mila ettari. Una nuova città, più grande di Napoli, che verrà costruita nelle campagne di Roma. Tutto questo nonostante la crescita demografica nella capitale sia vicino allo zero, esclusi i circa 200 mila nuovi residenti tra gli extracomunitari. Nel piano regolatore è stata prevista, dall'amministrazione comunale, la realizzazione di tante piccole città, denominate Centralità, tutto intorno all'attuale zona urbanizzata. Queste micro città verranno costruite su aree private che sono in possesso dei grandi costruttori: Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli, che chiedono già oggi di aumentare le cospicue previsioni cubatorie previste dal piano regolatore appena approvato. Lo strumento attraverso cui queste richieste possono realizzarsi è il cosiddetto "Accordo di Programma". Basta che un costruttore o un proprietario di un' area chieda all'Amministrazione di andare in deroga al piano regolatore, che questa procedura sostituisce alla decisione pubblica un tavolo di trattativa tra le parti. è grazie a questa tecnica che molte regole urbanistiche possono saltare.
L'inchiesta mostra come funzionano invece le cose in altre due capitali europee: Parigi e Madrid. A Parigi è stata costruita Bercy: una mini-città cresciuta in questi anni attorno al centro storico, paragonabile ad una delle ‘Centralità' che si vogliono costruire a Roma. Qui però il comune di Parigi, pur coinvolgendo la proprietà privata e i costruttori, mantiene il suo ruolo di perno della decisione urbanistica, in termini di localizzazione delle funzioni e di progettazione. A Madrid si mostra, in parallelo con Roma, come viene affrontato il tema della costruzione dell'edilizia popolare e pubblica. L'amministrazione spagnola si muove da autentico imprenditore tenendo però sempre in altissima considerazione le esigenze dei giovani che cercano casa. A Roma e nel resto d'Italia la costruzione delle case pubbliche è ormai ridotta quasi allo zero e la realizzazione delle case a basso costo è stata interamente delegata ai grandi costruttori privati.

Sono contento

Oggi è il primo maggio e sono contento. Felice di essere attaccato dai giornali di regime. Dalle testate e dalle televisioni della Confindustria e di Testa d'Asfalto che per diffamarmi usano i loro servi. Sono strafelice che gli italiani sappiano quanto guadagno e quanto pago di tasse. Incredibilmente ilare per lo spazio che i direttori dei quotidiani e dei telegiornali dedicano alla rivolta dei grillini sulla pubblicazione on line dei redditi. Il 25 aprile è stato il grande momento dell'orango Petronilla preferito a due milioni di persone che manifestavano per una libera informazione. Dopo ci sono state le offese a chi ha partecipato, a chi ha osato mettere una firma per i referendum e al guitto, al Pasquino, al buffone Beppe Grillo. Vi ringrazio cari pennivendoli, continuate su questa strada, vi porterà lontano. Inistete il più possibile. Siete la dimostrazione vivente delle motivazioni dei referendum. Non mollate.
Ma i Forbice, i Mieli, i Riotta, i Giordano sono marionette nelle mani dell'ABI, dello psiconano, dei partiti. Questo lo sanno anche i bambini. A chi fa paura la libera informazione? Chi è il lupo cattivo?
Il Senato si è insediato. Rimarranno nella nostra memoria immagini indimenticabili.
Cuffaro che abbraccia il revisionista Dell'Utri. Il prescritto a vita Andreotti che presiede la seduta e incorona Schifani. Topo Gigio e i suoi che applaudono convinti invece di lasciare l'aula per decoro. Sembrava il carcere dell'Ucciardone, ma era Palazzo Madama.
Stiamo assistendo all'autodistruzione di un Regime.


Libera informazione in libero Stato. V day every day.


P.s. Da oggi, primo maggio, e per tutto il mese di maggio potete continuare a firmare per i referendum del V2-Day.


I banchetti allestiti per venerdì 2 maggio: Altavilla Silentina, Castellana, L'Aquila, Mesero


INFORMAZIONE LIBERA = UOMINI LIBERI



V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera:
1. Inserisci le tue foto su http://www.flickr.com/search/?q=V2-day con il tag V2-day
2. Inserisci tuoi video su http://it.youtube.com/results?search_query=V2-day&search=Cerca con il tag V2-day
3. Scarica il volantino del V2-day
4. Il video del V2-day


tratto da: www.beppegrillo.it

mercoledì 30 aprile 2008

La corda che si spezza


Nel 2008 la crescita della produzione in Italia è stimata in 0,5%. Solo qualche mese fa si scommetteva sull’unoequalcosa%. Finirà sotto lo 0%. Una possibile stima è di MENO 0,5%. Ci sarà una recessione dura, ma all’italiana. Il calo della produzione equivale a un calo dell’occupazione. Una recessione si traduce in centinaia di migliaia di posti di lavoro in meno. In Italia l’occupazione invece salirà e scenderanno gli stipendi. E’ il trend degli ultimi anni.
Come funziona? Si trasforma un lavoratore dipendente in precario. Un terzo dello stipendio di prima, addio alla pensione e nessuna sicurezza (che costa) sul lavoro. L’equazione è semplice. Più recessione = meno stipendio, più precari (e quindi più occupazione) e più caduti sul lavoro. Il numero di precari è arrivato a circa cinque milioni, c’è spazio per migliorare. L’intera popolazione italiana. L’abolizione dell’articolo 18 di cui si discute è, in fondo, un aiuto alla crescita del precariato e dell’occupazione. E anche dei morti di fame. La recessione è mondiale, ma la coppa del mondo l’abbiamo già vinta noi. Stime di crescita in Europa e dintorni per il 2008: Slovacchia 7,4%, Russia 7,0%, Ucraina 6,4%, Polonia 5,3%, Repubblica Ceca 4,8%, Turchia 4,6%, Norvegia 3,4%, Irlanda 3,2%, Grecia 3,1%, Svezia 2,5%, Olanda 2,3%, Ungheria 2,2, Belgio 1,9%, UK-Germania 1,7%, Francia-Danimarca-Portogallo 1,6% (*).
Siamo gli ultimi degli ultimi, ma proposte reali per il rilancio del Paese non ci sono. Il motivo è semplice: per cambiare vanno travolti gli equilibri sui quali si regge il Sistema. Che da solo non si riformerà mai. Quanti sono rimasti a produrre reale ricchezza in Italia? Quanti sono i parassiti? I primi diminuiscono, i secondi aumentano a vista d’occhio insieme ai precari, ai nuovi poveri, al debito pubblico. Prima dell’euro si svalutava la lira, oggi si indebita, con allegria, la Nazione con nuove emissioni di titoli di Stato.
I problemi economici del Paese, per esempio l’Alitalia, si risolvono indebitandolo. Ma la corda si spezzerà. Nel 2008 pagheremo circa 70 miliardi di euro di interessi sui titoli emessi. Circa quattro finanziarie, belin. Nel 2009 gli interessi saranno di più, per tre motivi. Il primo è che l’Italia è considerata a rischio e per competere con i titoli di Stato degli altri Paesi deve garantire interessi più alti. Il secondo è che il debito pubblico aumenta. Il terzo è che la nostra produzione sta calando. Alla catastrofe, ma con ottimismo.
(*) Fonte: Consensus Economics


Esempio di giornalismo:
La Repubblica (più di 16 milioni di euro di contributi pubblici annui al gruppo L'Espresso) dopo il V2-day riporta: "In 50mila allo show di Grillo" e un articolo di Francesco Merlo




La Repubblica per il primo maggio 2007: "Piazza san Carlo dove hanno parlato i leader sindacali davanti a 100mila persone"

INFORMAZIONE LIBERA = UOMINI LIBERI

lunedì 28 aprile 2008

Comunicato di Beppe Grillo

Destra e sinistra non esistono. Esiste un gruppo di affari. L'Italia è il suo business. Le nostre tasse sono le sue entrate. I media sono la sua voce. Non esistono giornalisti buoni e giornalisti cattivi. Esiste l'informazione di regime. E' solo una questione di sfumature tra l'Unità e il Giornale, tra il Tg1 e il Tg5. Non esistono giornalisti, esistono persone che hanno il coraggio di manifestare la verità e diventano eroi, star, cittadini sotto scorta. Esistono persone che scrivono, parlano, comunicano. Si chiamano uomini e donne. Esiste l'ordine naturale di chi sa leggere, scrivere, parlare e usa queste sue capacità per descrivere il mondo. Nessuno è un giornalista, tutti siamo giornalisti. In Rete tutti siamo giornalisti. I giornali e le televisioni sono il passato. Il V2 day ha dimostrato che l'informazione è in Rete. I filmati delle città che hanno partecipato al V2 day sono in Rete. Centinaia di testimonianze del V2 day a Piazza San Carlo sono in Rete. Le firme raccolte complessivamente per i tre referendum sono circa 1.500.000. Non è mai successo nella storia della Repubblica in un tempo così breve. Per ogni referendum sono necessarie 500.000 firme. Per tutto il mese di maggio la raccolta continuerà con i banchetti. E' necessario il maggior numero di firme per raggiungere un margine di sicurezza. A luglio 2008 Beppe Grillo consegnerà le firme alla Corte di Cassazione. L'informazione in Italia non si può più riformare. E' andata in metastasi nei consigli di amministrazione delle banche e delle industrie, negli uffici stampa dei partiti, nei salotti buoni. Va creata una nuova informazione in Rete. Il 25 aprile i partigiani dell'informazione sono scesi in piazza. Il 25 aprile è sceso in piazza anche Testa d'Asfalto con Ciarrapico. Indovinate chi sono stati i preferiti di Topo Gigio, dei pidini doc e dei loro giornali. Siamo tutti Don Peppone e siamo tutti Don Camillo. La Storia non si può riscrivere, ma il futuro si può creare, inventare. La verità è il nostro futuro. Teniamo la fiamma accesa.


Esempio di giornalismo:
L'Unità dopo il V2-day riporta: "Piazza San Carlo non può contenere più di 40.000 persone" (clicca sulla seguente immagine)


L'Unità per il primo maggio 2007 in piazza San Carlo: "Almeno 100mila persone" (clicca sulla seguente immagine)



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CHI NON VOLA E' PERDUTO

Report - Rai Tre. Puntata del 27 Aprile 2008:
CHI NON VOLA E' PERDUTO.
Clicca sulla seguente immagine per vedere la puntata.
Buona Visione.


A Siena vogliono ampliare il piccolo scalo di Ampugnano e farlo diventare un grande aeroporto per traffico internazionale. A pochi chilometri di distanza c'è un altro piccolo scalo civile, Grosseto, e anche lì vorrebbero ingrandirsi. E a soli 100 chilometri di distanza ci sono gli aeroporti di Firenze e Pisa, che da soli sarebbero sufficienti a coprire il traffico regionale. A Roma, oltre a Fiumicino, c'è Ciampino: la pista è a poche centinaia di metri dalle case e il traffico civile in aumento. Lo trasferiranno, forse, a Viterbo. Nella pianura Padana c'è un aeroporto ogni 50 km, perché ognuno vuole il suo sotto casa, anche se è in perdita. Intorno a Malpensa ce ne sono addirittura una decina. Gli aeroporti sostituiscono gli investimenti nelle strade e nella rete ferroviaria o il servizio navetta che collega i maggiori aeroporti. Sono 45 gli scali aperti al traffico civile commerciale. Conti alla mano i piccoli aeroporti sono più un costo che un beneficio, e contribuiscono a disperdere i finanziamenti. Alcuni hanno solo 100 passeggeri l'anno, altri poche migliaia. Le società di gestione, che in gran parte sono pubbliche, spesso sono in perdita, pensano di risanare i loro bilanci ingrandendo gli aeroporti. La strada è quella di aprire alle compagnie “low cost”. La società di gestione applica a queste compagnie tariffe scontatissime e gli accordi sono segreti. Su tali accordi, però, sta indagando l'Unione Europea. Il governo è caduto proprio quando il Ministro dei Trasporti stava per presentare il Piano degli Aeroporti per regolare il sistema. A confronto con gli aeroporti spagnoli e i loro sistemi di collegamento.

di Giovanna Boursier



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